Chi sono

Mi ha sempre affascinato capire come funzioniamo, cosa influenza la nostra salute e il nostro benessere e cosa ci aiuta a crescere e ad attraversare le difficoltà. All’inizio mi sono avvicinata a queste domande attraverso la filosofia e una formazione umanistica; poi è arrivata la scienza.
Mi sono formata nell’ambito delle scienze della salute e ho sviluppato la mia carriera nella ricerca biomedica, prima in Italia e poi negli Stati Uniti. La scienza mi ha insegnato a osservare, a cercare, a non accontentarmi della prima risposta. Soprattutto, mi ha insegnato che, quando qualcosa è complesso, abbiamo bisogno di guardarlo da più prospettive.
Con il tempo, le mie domande sono cambiate. Il funzionamento del corpo continuava ad affascinarmi, ma mi risultava sempre più difficile separarlo da ciò che viviamo. Ho iniziato a interessarmi sempre di più a come la nostra storia, le nostre relazioni e i modi che sviluppiamo per adattarci influenzino il nostro modo di stare nel mondo. Oggi non riesco a pensare alla cura del corpo senza considerare anche il mondo emotivo, né alle emozioni come qualcosa di separato da ciò che accade nel corpo.
Con il tempo, quelle domande sono diventate sempre più personali. Ho sentito crescere il bisogno di conoscermi meglio e di tornare sulla mia storia, sulle mie relazioni e sui modi che avevo sviluppato per adattarmi a ciò che vivevo. Questo percorso mi ha portata a incontrare parti di me che fino ad allora non ero riuscita a vedere o ad accettare, e a scoprire l’importanza di come guardiamo al nostro mondo interiore e di come ci avviciniamo alle altre persone.
Ho iniziato così a formarmi in neuroscienze, scienza del benessere e mindfulness e ad approfondire la dimensione corporea attraverso un approccio gestaltico e integrato. Il mio percorso mi ha portata infine alla psicoterapia umanistica integrata centrata sulla persona, dove ho trovato un modo di comprendere e accompagnare in cui mi riconoscevo particolarmente: attraverso la curiosità, l’empatia e l’accettazione, e la fiducia nella nostra capacità di crescere e trasformarci.
In Rogers ho trovato anche un modo per integrare due prospettive che per molto tempo avevo vissuto come molto diverse: l’oggettività della scienziata e la soggettività dell’incontro terapeutico.
Il rigore e il bisogno di comprendere continuano a essere importanti per me, ma lo sono altrettanto la presenza, l’autenticità e la possibilità di lasciarmi toccare dalla persona che ho davanti.
Quando mi siedo di fronte a una persona, tutto ciò che so passa per un momento in secondo piano. Ho bisogno di avvicinarmi al suo modo di percepire e vivere ciò che le accade, cercando di comprendere la sua esperienza dall’interno, come se fosse la mia, senza mai perdere di vista che non lo è.
E mentre l’accompagno e imparo a conoscerla, qualcosa di quell’incontro trasforma anche me.
Rossella Calabrese, PhD Ricercatrice in scienze della salute · Scrittrice scientifica · Terapeuta umanistica integrata Una prospettiva scientifica e umanistica sulla salute, il corpo e l’esperienza umana.
